9.2.16

Biscotti morbidi agli agrumi


biscotti morbidi agli agrumi ricetta



In una ricetta semplice e veloce per i biscotti morbidi agli agrumi non può mancare ciò che con gli agrumi sta particolarmente bene: il cioccolato. Gli agrumi sono la frutta invernale che fa essere contenti che arrivi l'inverno. Anche se non stiamo in Sicilia, ma stiamo in Toscana e quindi in Italia. Perché dico questo? Al mercato della frutta di Lüneburg, dove sono stata a Dicembre, l kg di arance costa € 6, quindi: per 6 arance grosse 6 euro. La qualità era ok, anche se la buccia era tanta. Quindi sto nel paese giusto, almeno per il cibo ed il vino ;-).
In questi biscotti l'impasto non è molto dolce. La dolcezza viene da altri ingredienti, il cioccolato al latte e i canditi. Ingrediente spesso disprezzato, i canditi invece vanno rivalutati.


Non vi piacciono i canditi? Ma avete già assaggiato quelli veri?


C'è chi li ama e chi ne fa volentieri a meno, tanto che i prodotti senza i canditi (leggi: panettone) sono da anni una moda che rispecchia quella del gusto di chi di canditi non ne vuole. Ma perché?
Il motivo principale che conosco è la scarsa qualità dei canditi utilizzati in molti prodotti. Sanno di plastica all'arancia, sono duri e ricordano le gelatine alla frutta. Beh no, questi sono i canditi sbagliati da prendere come riferimento per toglierli dal panettone!
I canditi buoni sono fatti con la scorza degli agrumi buoni, quelli con una bella buccia aromatica. Lo zucchero viene usato come conservante naturale. I veri canditi sono morbidi e sanno davvero di arancia, limone o cos'altro. Sono un arricchimento di aroma e dolcezza in un dolce. Il consiglio che posso dare dunque è trovare dei canditi che abbiano queste caratteristiche, che con un po' di fortuna o di ricerca (ad esempio su internet o approfittando di un viaggio nel Sud!) si possono trovare anche al supermercato.
La canditura della frutta (agrumi, ma anche: kiwi, fragole, ciliege, mango, zenzero ecc.) è la sua cottura in uno sciroppo di zucchero. L'intensità degli aromi che vengono conservati dipende dalla frutta usata e dall'abilità di chi li prepara: può svanire del tutto in molti dei canditi industriali o questi possono diventare piccole esplosioni di aromaticità preparate dal pasticcere abile.
Io ci ho provato a farli, i canditi, ed il risultato è stato discreto, ma non eccellente. Ci vuole pratica!

biscotti morbidi agli agrumi

26.1.16

La cecina: street food toscano e tradizione culinaria


ricetta cecina street food toscano

Offrire una ricetta della cecina sarebbe un po' troppo banale. Mi sembra più interessante raccontare brevemente cosa sia la cecina o farinata di ceci o torta. Anche perché, come mi diceva una mia amica, per chi non vive tra Liguria e Toscana la cecina non è un piatto scontato. Una breve "guida alla cecina" mi sembra dunque opportuna, per conoscere una delle pietanze più diffuse in Toscana e non solo. Partiamo quindi dall'inizio: cos'è la cecina?

Cos'è la cecina?


La cecina è un piatto della cucina povera toscana e ligure preparata con pochissimi ingredienti: acqua, farina di ceci, sale e olio d'oliva. La si vende insieme alla pizza ed è, per usare un termine oggi in voga, un cibo da strada o street food. Difficilmente troverete la cecina in una pizzeria che non vende la pizza al taglio.
La cecina è una sorta di torta salata alta pochi centimetri, cotta ad altissima temperatura nel forno a legna. Già qui si capisce perché ha poco senso farla a casa: perché in pochi hanno il forno a legna, e la differenza tra il forno elettrico, che al massimo raggiunge 250°, e il forno a legna è notevole. Tuttavia per gli amanti dei ceci, fare a casa la cecina è possibile, basta non aspettarsi sapore e consistenza assaggiati in pizzeria!
La cecina è sempre cotta al forno, non va confusa ad esempio con le panelle siciliane, che sono fritte.
Il suo sapore è un poco dolce, come lo sono i ceci d'altronde, e chiaramente vi si accompagna l'aroma dell'olio d'oliva. La consistenza della cecina: è su questa che i palati dibattono e su quale pizzeria dunque la faccia meglio. Personalmente la cecina perfetta è morbida dentro e con una sottile crosticina fuori. Va mangiata subito anche perché la crosticina si ammorbidisce col tempo che passa.
L'origine della cecina sembra  risalire davvero al tredicesimo secolo ed in particolare ad una battaglia che ha segnato allora la storia di Pisa, la battaglia della Meloria, dove Pisa fu sconfitta dall'altra repubblica marinara, Genova.
In alcuni luoghi infine alla cecina vengono aggiunti altri ingredienti, come cipolle o verdure. 

Perché la cecina ha tutti questi nomi? 


Un indizio ce lo dà già sapere che un quarto di cecina si chiede a Pisa e Lucca, un quarto di torta a Livorno (ma anche "cinque e cinque") e una fetta di farinata si chiede a Genova. Genova e Pisa, due delle repubbliche marinare, si scambiavano merci, porti e usanze al tempo delle Repubbliche marinare, nel tredicesimo secolo: la torta di ceci ce l'hanno in comune proprio grazie a queste comuni e tribolate vicessitudini storiche.
A Pisa si dice che una delle migliori pizzerie per mangiare la cecina sia il Montino, in pieno centro, in uno dei vicoli laterali di Borgo Stretto, la parte della città che più conserva un'idea della Pisa medievale (vicoli stretti, case alte che ricordano le case torri ecc.). Quando vado a Lucca invece mi fermo, sempre che non ci sia una lunga fila, in un posticino classico per pizza e cecina (e necci con ricotta), la pizzeria Da Felice vicina a via Fillungo. A Genova non ci sono ancora mai stata quindi, come voi, andrei a vedere su Tripadvisor per sapere qual'è il miglior posto per mangiare la farinata di ceci. O magari c'è qualche lettore ligure che ci dà un suggerimento?

dove mangiare torta a livorno

Livorno, città fondata dai Medici quando iniziò a decadere la potenza di Pisa, ha anch'essa ereditato questo piatto povero. A proposito di Livorno: guai ad andare a Livorno, ad esempio nella torteria storica della città, Gagarin, davvero molto livornese (rispecchia bene la livornese schiettezza e tradizione politica) e ordinare la "cecina": non ci si sottrae all'eloquente sguardo della signora che pensa di trovarsi davanti a un pisano... Tra Pisa e Livorno c'è una tradizione di litigiosità, che risale al tempo dei Medici, oggi da molti ancora sentita (soprattutto dai tifosi di calcio, ma non solo), che porta a voler fare le distinzioni linguistiche del caso...
A Livorno si può chiedere anche un "5 e 5", un modo di dire che risale ai tempi ben prima dell'euro, quando si entrava in una torteria e si chiedevano 5 centesimi di pane e 5 centesimi di torta, abbreviato: 5 e 5.
Ci sono altri nomi per la cecina, ad esempio nel Piemonte e fuori Italia. Qui mi concentro sui posti a me più vicini, anche se non manco della curiosità di assaggiare la Belecauda del Monferrato.

ricetta cecina toscana

12.1.16

Crostata con frutta secca con frolla di farro


crostata frutta secca ricetta

La crostata di frutta secca è fatta con una ricetta poco dolce e con una frolla di farro. Nonostante il miele e marmellata, due ingredienti molto dolci, la loro presenza nella crostata è dosata a puntino per dare rilievo al sapore della frutta secca.
Se, pensando al farro, vi viene in mente una bella minestra di legumi, con questa ricetta vi mostro che il farro, in questo caso la farina di farro, può essere usato anche in pasticceria. La farina di farro è, per il suo colore chiaro, simile a quella di grano. E' ricca di fibre ed ha delle caratteristiche che la rendono adatta ad essere usata per preparare anche la pasta frolla, senza che questa rischi di divenire troppo dura, come ad esempio accade usando esclusivamente la farina di castagne. Un articolo sulle farine piuttosto completo (tipi, caratteristiche e usi) lo trovate qui.
Il farro è un cereale antico, usato dai popoli del Medio Oriente e poi dai Romani. A testimonianza di ciò c'è anche la linguistica: "farina" deriva da "far", la parola latina per farro. Quando posso, abitando a pochi chilometri da quella zona, utilizzo il farro della Garfagnana, un prodotto a marchio IGP.
Il farro deve il suo legame con la Garfagnana, una ristretta zona montuosa in provincia di Lucca, alla coltivazione storica che se ne è fatta in questa zona della Toscana. Il cereale nei secoli si è anche ambientato molto bene alle elevate altitudini del territorio dell'Appennino e delle Alpi Tosco-Emiliane, tanto da divenire oggi, anche in seguito al riconoscimento del marchio IGP, uno dei prodotti immagine della Garfagnana. Su The Black Fig trovate una pagina dedicata ai prodotti con marchio europeo.

ricette marchi dop igp

22.12.15

Questo dicembre e gli auguri di Natale


biglietto auguri natale 2016

Non sono scomparsa, sono stata (finalmente) in ferie a dicembre e tornata satolla di cibi e bevande incontrati per la via (Friuli-Germania). Delle strade percorse spero di potere scrivere qualcosa ad anno nuovo. Il viaggio e il rilassato gongolare tra un cafè o un tavolo apparecchiato e un altro, ha inibito la mia spinta a preparare qualcosa di buono da pubblicare una volta ritornata. Non nascondo inoltre che mi sto preparando, in questi giorni di passaggio, anche ai giorni di Natale ovvero alle abbuffate che partono dagli antipasti e finiscono con il grappino, passando per molti plurali invece che singolari: antipasti, primi, secondi, dolci, vini e spumanti nonché - talvolta - liquorini.
Però ho trovato il tempo di preparare per il mio blog e quindi per voi un biglietto di Natale, per fare dei sinceri auguri a voi e alle vostre famiglie. Ho preparato anche un regalino per voi: potete fare gli auguri su facebook ai vostri amici e familiari, scegliendo uno dei bellissimi biglietti di auguri da condividere su Facebook che da oggi pubblicherò sulla pagina Facebook di The Black Fig. Scegliete lo stile del biglietto d'auguri che preferite e condivitetelo  coi vostri amici e familiari, basta cliccare sull'immagine qua sotto! Quale preferite?

Tanti auguri dunque, che possiate trascorrere delle feste serene!


3.11.15

Torta alle mandorle tostate e cioccolato


torta mandorle tostate cioccolato

Ammetto che è un periodo in cui preparo diverse torte. Senza andare sul complicato, ho tostato le mandorle in forno, il che dà alla torta un gusto insolito. La ricetta è simile a quella della torta fine alle mandorle, solo che questa torta ha un gusto più deciso grazie alle mandorle tostate e al cioccolato, che serve anche a decorarla con semplicità (spiego come nella ricetta).
Ci vedo bene delle candeline. Non vedo perché non possa essere una bella torta di compleanno, senza andare sul complicato e - soprattutto - sul massiccio, seguendo ad esempio la moda delle torte stile cake design (di quel che ne penso vi dico tutto qui) che, sia a livello linguistico che di pasticceria, è un'espressione straniera che integro al massimo nel mio vocabolario. Questa torta ha grazia nel gusto e nell'aspetto, non ci vogliono ore per prepararla.

idee torta compleanno mandorle tostate
Le mandorle a scaglie: le ho dovute ordinare su internet. Dopo mesi di ricerche in negozietti e supermercati della mia zona, ho fatto ricorso al web anche per un alimento (di solito acquisto prodotti non commestibili). D'altronde nel reparto ingredienti per dolci trovo solo confezioni minime, poco adatte a chi fa sul serio...
Di questa torta mi rimangono queste foto ed il ricordo del gusto di un'unica fetta. Il resto (la metà) si è perso, una sera d'autunno, tra le fauci di una creatura vorace che ha approfittato della mia leggerezza. Inutile dire che si leccava i baffi.

cane mangia torta mandorle

13.10.15

Ricette e pensieri autunnali


ricette autunnali facili e veloci

Intimamente l'autunno inizia per me con un lento cambio di abitudini, stagionali. Abitudini cicliche, di cui ogni anno ad un certo punto riavverto l'esigenza. Come sentire la voglia del latte tiepido la mattina, invece del caffellatte freddo, la comparsa sul divano di una coperta, che era in letargo da almeno 3 mesi, così come girare la manopola del riscaldamento in macchina, che non veniva toccata da mesi, oppure - e qui significa che l'autunno è arrivato davvero! - il desiderio di una minestra calda. Il bisogno di calore indica l'avvicendarsi di un cambio poco traumatico, che accade da anni, che segue i cambi di luce, di temperature e di colori della natura e della città, che segnano ogni passaggio, da una stagione alla prossima. Ci sono persone che questo cambiamento lo avvertono di più, altre, forse più distratte e concentrate su altri dettagli di vita, per cui l'arrivo dell'autunno equivale al tirare giù dall'armadio la giacca più pesante.
L'autunno è pure grigiore e pioggia noiosa, come la giornata di oggi, che m'induce a provare piacere nello stare al chiuso, nel bere una bevanda calda, e nell'avvolgermi in una sciarpa o in un lungo abbraccio. Non c'è una stagione che amo di più perché, da toscana, il graduale e delicato ritmo delle stagioni che segna questo luogo l'ho interiorizzato. Mi piacciono le stagioni ed il loro mutamento, con cui anche piccoli dettagli della mia vita cambiano. Posso forse dire, da persona che ha vissuto a lungo in un altro paese, che c'è una stagione che non mi piace come le altre, ed è il mite inverno mediterraneo. Mi mancano i gelidi giorni tedeschi, il suono dei passi durante la passeggiata sulla neve appena scesa, le case di cui s'intuiscono dalla strada i colori e mobili, arredate con un maggiore desiderio per il colore e la personalizzazione, le tane, in cui gli esseri umani si rifugiano per sfuggire al freddo, e poi mi manca la bellezza di un cielo terso, con un sole estremamente brillante ed il venticello tagliente, sulle colline gelate.
Insomma, che l'autunno arrivi e pure l'inverno. Sono pronta con coltelli, pentole e creatività a maneggiare gli ingredienti e, speriamo, a farvi vedere coi miei occhi altri luoghi da scoprire.

Suggerimenti di ricette per l'autunno, dall'antipasto al dolce


Da tutto ciò si intuisce perché, anche in cucina, ami la stagionalità. Ecco qualche suggerimento di ricette autunnali, per approfittare dei prodotti di questa stagione.
Di verdure in queste settimane ce ne sono 3 che cucino periodicamente: la melanzana (la cui stagione è agli sgoccioli), la zucca, il cavolo nero. Per quanto riguarda i dessert, i frutti di questo periodo (uva, susine, zucca, pere...) ed il cioccolato fanno da protagonisti.
Partiamo ad esempio dall'antipasto (ma può essere anche usata come condimento della pasta), con la crema alle melanzane e noci (o nocciole):

ricetta autunnale crema melanzane noci

Un grande successo hanno sempre le lasagne con zucca, gorgonzola, noci e porro: un primo più autunnale di così!

ricette autunno lasagne zucca, gorgonzola, noci, porro

Proprio io non posso non farvi l'esempio di una minestra... con cosa se non con i ceci? Non sono ceci qualunque, ma ceci neri, che compro al mercato centrale di Livorno, di cui potete vedere delle bellissime foto nel post e leggervi la ricetta.

ricetta autunnale minestra ceci neri sgombro

Da toscana il cavolo nero è una dei prodotti dell'orto di autunno e inverno. Lo si può facilmente saltare in padella o metterlo nella zuppa toscana, oppure preparaci... uno strudel salato.

ricetta autunnale strudel salato cavolo nero

Salto i secondi e arrivo ai dessert. Al plurale ovviamente, visto che chi scrive su The Black Fig ha un dente molto dolce, come dice un detto tedesco. Il dolce al semolino e uva fragola è un dolce che mi ricorda di quand'ero bambina... I ricordi belli, del dolce al semolino, non quelli brutti della minestra al semolino!

1.10.15

Torta della vendemmia con uva, yogurt e olio d'oliva


torta della vendemmia uva, olio, yogurt

Una torta della vendemmia era d'obbligo per onorare uno dei periodi dell'anno che preferisco. Ho voluto preparare questa torta all'uva e yogurt con l'olio d'oliva invece che col burro, per ricordare che tra poche settimane sarà anche il tempo della raccolta delle olive. In questo periodo a Firenze fanno la schiacciata con l'uva, un dolce povero e stagionale. Uva e olive, due prodotti della terra, frutti di alberi che scolpiscono i miei paesaggi quotidiani. Non vivo tra le colline da cartolina del senese, ma in un paese della cosiddetta Valgraziosa, una zona ai piedi dei monti pisani famosa per l'olio. La mia casa è circondata per due terzi da vista su oliveti, uno curato, l'altro purtroppo un po' abbandonato. In paese solo uno è rimasto che fa il vino, mentre prima le viti erano molto più diffuse. La Valgraziosa oggi è conosciuta nella provincia di Pisa soprattutto per l'olio che vi si produce. Sia la vite che l'olivo possono raggiungere venerande età e assumere forme molto interessanti. Di sicuro contorte, con curve improvvise più o meno arrotolate su se stesse, di certo non classicamente statuarie come un platano dritto e snello.
Quest'anno la vendemmia è stata speciale. Non solo perché sembra un grande anno per il vino, ma anche in famiglia. Il vino e l'olio si ricavano solo con grande fatica ed impegno. Questo ha imparato mio padre che, da quando è in pensione, ha deciso di darsi all'agricoltura, tutt'altro settore rispetto al precedente. Coltivare anche solo qualche decina di viti richiede uno sforzo nuovo, un'attenzione alle stagioni che l'agricoltore (forse oggi non tutti...) conosce bene. Richiede anche un lavoro fisico, a cui prima magari non si è abituati. I frutti del raccolto poi diventano parte di sé, e se corrono qualche rischio (tipo che dopo la spremitura dell'uva si creda diriconoscervi un sentore d'aceto! Addio vino!), finisce che non ci si dorme la notte.
Il frutto di questa vendemmia sta fermentando e riposando nella nuova tinaia/cantina, che ha finalmente subito un radicale restyling, tutto a vantaggio dell'igiene e dell'organizzazione. Non mi metto a raccontare com'era prima... Oggi diciamo che è piastrellata, ha un pavimento con canalina per il deflusso dei liquidi e tini di acciaio e vetroresina. Oltre al grande lavoro che comporta la vendemmia, questo autunno le aspettative sono maggiori anche per il luogo rinnovato dove il vino nasce e riposa.

ricetta torta della vendemmia

Veniamo a questa torta. L'olio e lo yogurt la rendono morbida ma non soffice, ed il loro gusto insieme all'uva sta molto bene. Si può usare l'uva sia rossa che bianca. Quella usata qui mi è stata portata dal babbo e potrebbe essere sangiovese o canaiolo. L'importante è che sia matura e dolce!
Ormai si sa che nei dessert sono un amante del burro, ma anch'io ogni tanto preparo dolci solo con l'olio di oliva. Ve ne ricordo un paio che potete provare a fare e che trovate su The Black Fig:
Ecco la ricetta della torta della vendemmia con uva, yogurt e olio per la vendemmia 2015.

22.9.15

Yogurt gelato al cioccolato


ricetta yogurt gelato cioccolato

Con la ricetta dello yogurt gelato al cioccolato penso di chiudere la stagione delle ricette estive, che quest'anno è stata un po' breve. Purtroppo ho avuto poco tempo per dedicarmi alla mia passione, la cucina, a causa di quello che si deve fare, lavorare... Quest'estate mi sono concentrata soprattutto sulla frutta estiva: fragole, gelsi, albicocche, more. Ma l'amore per il cioccolato è forte in me! Un gelato legato a un caro ricordo mi sembra una degna conclusione dell'estate 2015.
Il sapore dello yogurt gelato al cioccolato è legato al ricordo di momenti sereni sul divano, la sera, a gustarmi cucchiaino dopo cucchiaino uno degli yogurt che preferivo quando abitavo in Germania. Nei supermercati tedeschi ci sono lunghe pareti del banco frigo dedicate agli yogurt dai gusti più disparati. Figuratevi che certe marche propongono anche gusti "stagionali", come ad esempio verso novembre, quando arriva lo yogurt alle mele e cannella o al gusto di Lebkuchen. Tra i miei preferiti c'erano quelli di yogurt bianco su una base di composta di frutta: io adoravo quello coi mirtilli. Oppure c'erano dello stesso le mousse di yogurt, che poco sapevano però di yogurt, o lo yogurt alla stracciatella, bianco con pezzettini di cioccolato. Con le squisite fragole tedesche a maggio-giugno stava benissimo lo yogurt alla vaniglia. Insomma, per gli amanti dello yogurt, in Germania c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Una delle mie marche preferite propone il barattolo di vetro (col pfand (il "vuoto") ovviamente, come avviene nei paesi in cui si fa sul serio col riciclo dei rifiuti) da 1/2 litro di yogurt cremoso al cioccolato. Di quelli che, per persone come me, quando inizi a mangiarne è difficile posare il cucchiaino e facile arrivare all'indigestione.
Sono contenta perché mi è riuscito ricreare perfettamente quel sapore, grazie a buon yogurt, al cioccolato e al cacao che si rafforzano a vicenda. Secondo me è un gelato perfetto per i bambini. Peccato che non si trovi nelle gelaterie! Ma a chi importa se lo si può fare a casa?

10.9.15

Torta fine alle mandorle


ricetta torta fine alle mandorle

E' da tempo che volevo pubblicare la ricetta della torta alle mandorle. Sono un po' infiacchita da un'estate di lavoro intenso e anche la cucina ne risente. Sarà per questo che mi è venuta in mente la ricetta per questa finissima torta casalinga alle mandorle. Non c'è neppure da montare a neve gli albumi, come invece accade nella maggior parte delle torte di questo tipo.
Le cose semplici sono in fondo le più buone: questa massima me la ricordo volentieri, anche in cucina. Certo che un dessert di alta pasticceria francese può dare enormi soddisfazioni, al palato... e al pasticcere. Ma diciamocelo: mica mangiamo tutti i giorni un eclair al caramello salato, nè tantomeno ci mettiamo in cucina a preparlarle. Sono occasioni, intense anche perché rare. La semplicità di una torta preparata a casa è meglio, almeno perché accade più spesso...
Le mandorle, tritate a farina, conferiscono al dolce una fine consistenza, come avviene anche alla pasta frolla alle mandorle. Volendo le si può sostituire con altra frutta secca, ma personalmente preferisco il sapore delicato delle mandorle. L'ho accompagnata con delle more maturissime, questo è il momento migliore per coglierle.
Me la sono mangiata col caffellatte stamattina a colazione, iniziando bene questa lunga giornata. Le piccole soddisfazioni della vita.

torta fine alle mandorle

18.8.15

Yogurt greco gelato con albicocche marinate


yogurt greco gelato e albicocche

Mi ricordo che quando andavo alle superiori scoppiò la moda dello yogurt gelato, che usciva direttamente da una macchina e veniva poi farcito con varie dolcezze (...e schifezze). Era la fine degli anni '90 e lo yogurt gelato, o frozen yogurt, era una rarità, tanto che il locale che lo vendeva diventò subito famoso tra la gente giovane di Pisa. Mi ricordo che la ragazza del bar prendeva dal freezer per ogni cliente un panetto della dimensione di un hamburger, che era la ricarica della macchina dello yogurt gelato. Oggi il frozen yogurt, che suggerisce la sua origine anglosassone, lo si trova in moltissime gelaterie. Esce sempre da macchinette che ricordano molto il gelato, appunto, anglosassone, quello che sembra un ghirigoro sul cono. A me, che sono cresciuta in Italia, fissando vogliosa le vaschette di gelato dietro al vetro del bancone, osservando la paletta da gelato in mano al gelataio col timore che me ne desse poco, il gelato ghirigoro mi ha incuriosito il giusto, da provarlo un paio di volte.
Lo yogurt gelato ci vuole davvero poco a prepararlo a casa, basta avere una gelatiera. Ci si regola come si vuole con la quantità di zucchero da aggiungere e con un paio di tocchi giusti si ha un gelato allo yogurt poco acidulo, cremoso ed aromatico. La cremosità del gelato fatto in casa dipende dalla percentuale di grassi contenuta nel latte o derivati che si usano (proprio come per creme e budini). Io ho usato lo yogurt greco originale, ma se si preferisce, benché ne perda un po' la cremosità, si può utilizzare qualsiasi altro yogurt, anche con meno grassi, oppure aromatizzato alla frutta, al caffè o come si preferisce.

Il mio amore per il gelato si capisce dal discreto numero di ricette di gelato fatto in casa che si trovano già sul blog. Ammetto che alcuni abbiano abbinamenti originali, ma sono tutti buonissimi. Ve li ricordo e consiglio di provarli! Per non parlare dei sorbetti...

gelato allo yogurt fatto in casa