26.2.13

Frolla alle noci con marmellata di fichi

Un invito all'ultimo minuto e al massimo tre ore per preparare un dolce. Che fare? Per me la scelta è solitamente una crostata, un dolce per il quale difficilmente mancano gli ingredienti e che si può reinventare in tanti modi diversi. Ormai il microonde permette di avere il burro "a temperatura ambiente" velocemente e a prova sia di testa tra le nuvole che di inviti last minute. Ad esempio in questo caso ho pensato ad una squisita marmellata di fichi e noci, come quella che mi faccio portare dalla Corsica quando qualcuno ci va e che è spettacolare. Ah la Corsica la Corsica.... isola di sole, mare e montagne, che non visito da troppo tempo ormai, dove d'estate i fichi si colgono ai bordi delle strade o in spiazzi polverosi al suono dei grilli che non smettono mai di cantare...
Scusate la diversione malinconica, ma sta arrivando la primavera e il bisogno di sole si fa sentire. Torniamo a bomba, come si diceva tanto (tanto) tempo fa. Siccome mi piacciono l'esperimento e la variazione, ho pensato ad una semplice reinterpretazione dell'accostamento fichi-noci, mettendo le noci nella pasta frolla invece che nella marmellata. Se avete una marmellata artigianale (la mia era della mamma :-)) è meglio, basta che comunque sia una marmellata di qualità con taaanta frutta!

Marmellata di fichi artigianale

A proposito di me, la marmellata ed i fichi, avrete visto su Facebook o Google+ che The Black Fig da poche settimane ha finalmente un fico brogiotto nero piantato in giardino.... con ciò voglio dire che temo di dover aspettare almeno un paio d'anni prima di avere fichi sufficienti per poter preparare una marmellata con i miei fichi... ma credo che l'attesa ne varrà la pena!

Crostata di noci alla marmellata di fichi

22.2.13

Zuppa di miglio al pesto di salvia

Pesto alla salvia

Sono tornata da Montepulciano col desiderio di provare a fare il pesto di salvia (provato lo scorso weekend coi pici) e avevo del miglio che mi è stato regalato per Natale. Volevo cucinarlo ma, essendo la prima volta, non sapevo bene come, fino a che mi sono imbattuta in una ricetta di Serena che mi ha dato due dritte per il rapporto miglio/acqua. Il miglio che mi hanno regalato è di un'azienda biologica toscana in provincia di Pisa, Floriddia, la cui pasta apprezzo molto (mi piacciono molto anche le loro etichette). Questa azienda produce pasta, legumi e altri cereali come il miglio, molti di essi sono antichi e recuperati dalla memoria ancestrale. Il miglio è uno di quei cereali ormai divenuto insolito ed è un peccato, perché ci si possono preparare piatti molto gustosi ed è pure semplice da cucinare. Si cucina in modo analogo al riso, tanto che ci si possono fare, oltre che alle minestre o insalate, anche dei dolci. Il pesto di salvia dà alla delicata minestra di miglio senza dubbio un gusto più energico e deciso che ci sta davvero bene.

Pesto invernale di salvia

Il grande cespuglio di salvia che ho in giardino cresce rigoglioso e selvaggio e mi offre le sue foglie tutto l'anno. Il pesto di salvia lo si potrebbe anche chiamare un pesto invernale, visto che la salvia è un'erba molto usata d'inverno in zuppe e minestre. Con queste giornate a cavallo tra inverno e primavera una minestra col pesto è un piatto che tiene il piede in due staffe. Mi ha ricordato il minestrone alla ligure che mi piace moltissimo, ricco di molte verdure e insaporito alla fine con lo squisito pesto al basilico, che è l'erba aromatica tipicamente legata all'estate. La salvia è una pianta che si ha a disposizione tutto l'anno ed io fino ad oggi l'ho usata soprattutto in zuppe, con legumi, fritta o per aromatizzare carni e pesci. Ebbene, è anche un condimento squisito e diverso dal solito!

Zuppa di miglio al pesto di salvia

19.2.13

Un weekend di vino tra Lucca e Montepulciano

Accidenti che weekend! Questo fine-settimana sono stata più una enoturista che una gastronauta, ma le due cose per me sono difficilmente scindibili. Weekend intenso di conoscenze e discussioni, di olio e di vino, di nuove cose imparate.
E vi assicuro che bere non stanca, ma degustare sì! Degustare è un po' come imparare a leggere e a comprendere un libro complesso: devi capire che vuol dire, cosa c'è scritto, lo stile in cui è stato scritto, il contesto in cui situarlo ecc. Lo stesso vale quando degusti un vino: capire cosa c'è nel bicchiere, cosa ti dice quel vino, cosa ha voluto ottenere il produttore con quel vino, il contesto in cui quel vino è nato (ad esempio la zona di produzione o l'annata della vendemmia). Figuratevi mettere insieme tutti gli elementi e dire di aver capito cosa si ha sotto il naso... Eppure provare a capire un vino è un'esperienza eccezionale, che fa ripercorrere anzitutto i propri ricordi (di odori e sapori innanzitutto), poi le conoscenze e le esperienze accumulate. Il passo successivo della degustazione potrebbe essere uscire da sé e spiegare il vino che si sta capendo,  comunicarlo a chi ci sta davanti: un passo difficile, una sfida, una grande soddisfazione quando ci si riesce.
Sia a Lucca che a Montepulciano mi sono buttata in questa avventura. Ho conosciuto tante persone e alcune di esse sarei stata ad ascoltarle qualche ora e più, tanto brave erano a parlare di vino. Che poi è parlare di gente, di posti, di storia, di sensazioni, di cultura - di una cultura individuale e specifica di un tempo o di un paese.

ExtraLucca tra olio e vino


ExtraLucca si è tenuta in una bellissima location, Villa Bottini, costruita a fine '500, abbellita al suo interno da affreschi e all'esterno da un piccolo parco con enormi alberi, circondato dalle mura rinascimentali.

Affreschi villa Bottini Lucca

15.2.13

Insalata invernale di arance e noci

Fetta di arancio
Semplicità del frutto

Che belli gli agrumi! E buoni, e sani... Si possono mangiare non solo a fine pasto da soli e in un dolce, ma anche in un contorno. D'inverno di insalata non c'è tanta voglia, perché è fresca, mancano i pomodori e tante altre verdure che verranno fuori tra qualche mese, che rendono magnifiche le insalate delle stagioni più calde. D'inverno preferisco le minestre, zuppe, creme e cose calde in genere. Quando però voglio mangiare  qualcosa di leggero e mi viene voglia di insalata, allora anche d'inverno me la preparo, usando ingredienti come l'arancia, le noci e il pepe nero.

insalata invernale

Questa è un'idea per fare un'insalata anche d'inverno ed è la mia preferita, da accompagnare, se volete, con un po' di prosciutto crudo e pane tostato per un pranzo veloce e leggero. Provatela prima che finisca la stagione delle arance!

pelare a vivo l'arancia

14.2.13

Creme caramel all'arancia e chiodi di garofano (e le regole per preparare il caramello)

Creme caramel speziato chiodi garofano e arancia

Il creme caramel è uno dei dolci della mia infanzia, che mia mamma ci preparava spesso (oltre alla torta bicolore e alle crostate). In effetti è un dolce abbastanza leggero, a base di latte e uova, e adatto ai bambini. E' pure un dolce "comodo", perché può essere preparato il giorno prima per il giorno dopo, tanto deve raffreddare bene in frigo prima di essere servito. Se volete, la difficoltà del creme caramel è la preparazione del caramello. Per vedere come funzionava, io, la prima volta che l'ho fatto, ho provato con poco zucchero in una padella, ma proprio per andarci coi piedi di piombo... Ma una volta che avete provato a farlo e capito pochissime regole, le volte successive risulterà molto più facile.

regole preparazione caramello

7.2.13

Zuppa di cipolle gratinata alla francese o Gratinée à l'Oignon (e un consiglio per il vino)

Ebbene sì, ci ho provato. Ho preso il grosso volume del French Culinary Institut, l'ho aperto in tutta la sua grandezza e pesantezza (sia fisiche che metaforiche ;-)) e ho deciso di cimentarmi in una delle ricette della cucina classica francese. Tanto per raddoppiare la sfida, ho scelto la zuppa di cipolle o "Gratinée à l'Oignon".
Premettiamo che le cipolle sono un ortaggio che fino a pochissimi anni fa tolleravo al massimo in un soffritto e che MAI avrei pensato di mangiare una zuppa fatta (quasi) esclusivamente di cipolle. Si parla di qualche chilo in realtà, che ho sbucciato e affettato fino a piangere, ovviamente. Ho pure appestato la casa e me stessa, tanto che mi sarei dovuta appendere un po' all'aria come si fa con indumenti affumicati, invece sono andata a fare due passi in giardino e a giocare col cane.
Quando si parla di cucina francese si parla anzitutto di tecniche di cucina. Dalle mie letture ho capito che per i cuochi professionisti tali tecniche rappresentano le basi elementari della cucina (in particolare l'uso del coltello). D'altronde, se si pensa alle scuole di cucina più rinomate al mondo, ci s'imbatte anzitutto nella Francia (es. il "Cordon Bleu") e nelle scuole che si rifanno alla tradizione francese.

Fasi caramellizzazione cipolle

Di tecnica, in questa ricetta (in fondo piuttosto semplice), c'è la caramellizzazione delle cipolle. Non so se avete mai caramellizzato una verdura o un ortaggio: per me era la prima volta. Ho scoperto che ci vuole

2.2.13

Crostatine al cioccolato e nocciole (più due parole su come tostare la frutta secca)

Mentre assaporavo un morso della crostatina col cioccolato ed un pezzo di nocciola, mi è affiorato un ricordo confuso, che andava indietro nel tempo. Alla fine ho acchiappato il ricordo e l'ho messo a fuoco: era quel gusto di cioccolato e nocciole che tenevo in mano in un cestino di pastafrolla, solo che le mani erano quelle degli anni '80, quando andavo alle elementari. Era il ricordo delle crostatine del mulino bianco, quando ancora (ne sono convinta!) avevano un'altra ricetta, più buona, e quando nella confezione si trovava una sorpresa, in quella scatolina simile a quella dei fiammiferi, gialla e marrone. Mi ricordo le gommine (verdi?), che avevano un buon profumo.

Crostatine cioccolato e nocciole

Amo molto queste occasioni del ricordo - soprattutto dell'infanzia - che accadono quando mangio non per mangiare ma per gustare. Sono brevi eventi, simili a quello raccontato da Proust, della madeleine e del tè: un riavvolgimento subitaneo della pellicola, che porta indietro la memoria all'età infantile. I momenti in cui si riattiva un ricordo sono preziosi e creano altri bei ricordi.
Le nocciole sono forse il tipo di frutta secca che preferisco. Facendo volentieri dolci e dolcetti con loro, negli anni ho imparato a tostarle a casa. All'inizio ho provato quelle tostate del supermercato, ma non ci ho ritrovato